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IL sindaco di Arezzo, Ghinelli, assicura a quello di Amatrice un maxi assegno dai ricavi della Giostra straordinaria del Saracino

Un bel gesto da parte di Arezzo, dei suoi concittadini e dal suo sindaco, Alessandro Ghinelli.

Un maxi assegno da alcune decine di migliaia di euro con i soldi della Giostra del Saracino sarà versato direttamente sul conto corrente del Comune di Amatrice. Lo dice al Corriere il sindaco di Arezzo, l’ingegnere Alessandro Ghinelli, di ritorno proprio dal centro reatino colpito dal terremoto dove ha eseguito sopralluoghi per accertare l’agibilità di alcuni edifici pubblici del territorio. La cifra esatta e i tempi della consegna sono da mettere a punto: la somma sarà composta da incasso dell’edizione straordinaria della Giostra, dalle offerte della tribuna d’onore e dai soldi degli straordinari che i dipendenti comunali hanno devoluto.

Flavio Briatore dona mezzo milione di euro ai terremotati. Alla faccia di Mark Zuckerberg

Alla faccia di Mark Zuckerberg, e dei 500 mila euro che ha donato (in pubblicità) su Facebook. La stessa cifra per gli abitanti del centro Italia in gravissima difficoltà dopo il disastroso sisma del 24 agosto la mette a disposizione Flavio Briatore. Ma in tutt’altro modo. «I soldi non sono solo miei, ci sono anche altri, fra loro i Marzocco, costruttori molto noti a Montecarlo», spiega Briatore a Il giornale. «Voglio dare una mano a questa gente che in pochi secondi, in piena notte, si è trovata senza più niente. Le immagini del disastro mi hanno sconvolto come credo abbiano toccato tutti: io ho un figlio di sei anni, Nathan Falco, e mi sono immedesimato in quelle famiglie. Bambini morti, bambini feriti, bambini che non hanno più i genitori. No, non si può rimanere indifferenti». Ecco l’idea di Briatore e soci: «Noi vogliamo finanziare un progetto qualificato. Cinquecentomila euro sono una cifra con cui si può ragionare su una struttura di pubblica utilità: un asilo, magari in legno, o una scuola. Noi ci affidiamo alla Protezione civile che ha uomini straordinari e poi ci sono i sindaci che conoscono il territorio palmo a palmo e sanno individuare le priorità. Saranno loro a segnalarci le esigenze più impellenti, noi sceglieremo e seguiremo i lavori, perché vogliamo che il nostro intervento vada a buon fine e non si sprechi nemmeno un centesimo. Renzi, a cui ho spiegato la mia idea, è entusiasta». Quando Mark Zuckerberg ha annunciato che avrebbe messo a disposizione della Croce Rossa italiana 500 mila euro di spazi pubblicitari su Facebook (per reclamizzare le campagne ad esempio della raccolta sangue) la Croce Rossa è stata entusiasta. Ma Briatore (e altri) un po’ meno… «Io non polemizzo con nessuno, ci mancherebbe», dice l’imprenditore al quotidiano. «Dico solo che un signore con un patrimonio di quelle dimensioni potrebbe impiegare i suoi soldi per attività concrete: pensi solo alle coperte, ai prefabbricati, alle casette in legno. C’è un mondo che è venuto giù e va ricostruito, francamente la pubblicità non mi pare possa scaldare gli abitanti di Amatrice o di Accumoli. Ma che se ne fanno i terremotati degli annunci su Facebook?».

Samsung ritira dal mercato il Galaxy Note 7 dopo 35 casi di esplosione

Appena lanciato sul mercato, il nuovo dispositivo aveva venduto già un milione di pezzi. Il presidente della sezione mobile, Koh Dong-jin, tranquillizza i clienti: “Chi ha già acquistato il cellulare, potrà sostituirlo con un altro smartphone.”

Dopo due settimane dal lancio del nuovo Galaxy Note 7, Samsung ritira e blocca le vendite del nuovo cellulare. Sono infatti 35 i casi di esplosione, causati da problemi di batteria. Il presidente della sezione mobile del colosso sudcoreano, Koh Dong-jin, ha dichiarato che chi ha già acquistato il dispositivo potrà sostituirlo con un altro smartphone. In due settimane il nuovo Galaxy Note aveva venduto già un milione di pezzi.

Dopo il blocco delle vendite di qualche giorno fa, Samsung passa alle vie di fatto e ufficializza il ritiro dal mercato del suo nuovissimo phablet Galaxy Note 7 a neanche due settimane dal debutto.

Il problema, che era emerso nei giorni scorsi e che inizialmente sembrava essere legato solo ai modelli commercializzati in Corea, è legato all’inaffidabilità della batteria, che a quanto pare tendono a incendiarsi se non addirittura ad esplodere sotto carica.

Secondo Samsung il problema si verificherebbe quando lo smartphone esegue operazioni di upload di file multimediali sul cloud mentre è in ricarica, ma in ogni caso la situazione è particolarmente pericolosa e dunque la decisione del ritiro non più procrastinabile. I casi accertati fino ad ora sono infatti 35, più che sufficienti dunque, anche se, da quando è disponibile il phablet, ha già venduto oltre 1 milione di pezzi. Come sappiamo dunque al momento la situazione non riguarda l’Italia, dove il Note 7 sarebbe stato disponibile a breve.

La circostanza creatasi potrebbe tradursi in un duro colpo per Samsung che aveva puntato sul Galaxy Note 7, unitamente ai nuovi Galaxy S7 ed S7 Edge, per rilanciare un anno fiscale non proprio positivo. Con le vendite bloccate fino a data da destinarsi dunque la situazione potrebbe diventare nuovamente critica.

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