Articoli nella categoria Viaggio tra le dimore dei fantasmi italiani

10 hotel abbandonati che non ti faranno più dormire

Fantasmi o set cinematografici? Stai per prenotare hotel? O stai cercando alberghi in offerta? Gli abbandonati? Che ne pensi? Ci sono luoghi in cui abbondano le leggende metropolitane: corridoi e saloni deserti, cucine polverose, stanze buie mettono alla prova il coraggio di chiunque. Qui infatti la mente può giocare brutti scherzi: c’è chi afferma di sentire rumori in lontananza, risate o brani musicali d’altri tempi. Chi abita nelle vicinanze infatti pensa che alcuni ospiti non hanno mai lasciato gli alberghi. Ecco una classifica dei 10 hotel abbandonati più spaventosi, ebbene si, non stiamo parlando di siti per hotel economici ma di tutt’altro! 

10)IL Grossinger Resort Hotel è stato una meta turistica molto ambita durante gli anni ’50 e ’60 dove anche le star amavano passare le vacanze, la famosa scena finale di ballo nel film “Dirty Dancing” è stata girata proprio in questo  Fu durante gli anni ’70 che gli affari diminuirono per chiudere definitivamente nel 1986, anni in cui divennero in voga località balneari come le Hawaii e le Bahamas. Da allora l’hotel è luogo dei cosiddetti “esploratori urbani”: chi ama scattare foto ai luoghi gloriosi di un tempo. Graffiti, muri scrostati, moquette ammuffite, poster delle elezioni dell’era Reagan ma la parte più popolare è la vecchia piscina che vanta dimensioni olimpioniche, sul fondo della quale ormai cresce solo una florida vegetazione. Spaventoso vero? Ma non è niente paragonato a.. 

9)Gagra è una città sul Mar Nero, diventata una nota meta turistica durante l’Impero russo per il clima subtropicale. Infatti il duca Alessandro di Oldenburg ne fece una comunità per la quale importò alberi e animali tropicali. Con i molti conflitti che si susseguirono in quelle zone, Gagra fu poi abbandonata fino a diventare una città fantasma: nelle piscine abbondano le alghe, sui muri degli edifici si distinguono i colpi di pallottole, le stesse rovine tra le quali si pensa che vaghino le anime del passato. Ma non è ancora niente.. 

8)La Foresta Nera in Germania è un luogo magico che si è presta bene alle fiabe con nani e streghe.Anche nella vita reale è stata sede di leggende gotiche: l’atmosfera che aleggia attorno al Hundseck Hotel, un tempo stazione sciistica poi campo di minatori, infine ostello della gioventù. Anche se adesso sembra perfetto per l’ambientazione di un film horror, l’Hundseck Hotel è ben conservato anche dopo un decennio di abbandono. Stai iniziando ad avere paura vero? 

7)La città di Baguio è la località preferita dai turisti per il clima fresco al contrario di altre zone delle Filippine. Per questo motivo è colma di alberghi ma nessuno ha una reputazione sinistra come il Diplomat. Originariamente costruito come seminario per i monaci domenicani, nel 1940 è stato luogo di un grande spargimento di sangue: eserciti giapponesi hanno trucidato i profughi al suo interno prima di bombardare il palazzo. Nei 30 anni successivi, i turisti che lo visitano raccontano che l’albergo sia infestato dagli spiriti dei caduti: dopo il tramonto in particolare, si possono sentire urla raccapriccianti in tutta la proprietà. Si parla inoltre di avvistamenti di sacerdoti e suore decapitati. 

6)L’Hotel del Salto è stato costruito su una scogliera che si affaccia sulle cascate Tequendama della Colombia negli anni ’20. Il palazzo gotico francese è stato costruito come residenza privata ma presto fu adattato ad albergo. Nonostante la sua bellezza, la sua posizione pendente è perfetta per chi intende commettere un suicidio. L’albergo è stato aperto per decenni ma nel 1990 furono costretti a chiudere a causa dell’inquinamento del fiume Bogotà. Nei 20 anni in cui è stato inattivo, si racconta che sia stato in realtà abitato dalle voci di coloro che si sono buttati dai cornicioni. Dal 2012 la proprietà è stata riaperta a Museo della Biodiversità e della Cultura. 

5)Gran parte della città di Detroit ormai è un deserto di strutture abbandonate: se ne registrano fino a 80.000. Uno di questi è il magnifico ma inquietante Lee Plaza, un hotel residenziale di 15 piani, costruito in stile art decò nel 1929. Conteneva una biblioteca, un asilo nido, un salone di bellezza, un droghiere oltre ad altri comfort. La hall era arredata con legni pregiati, marmi e affreschi. Col tempo, come è andata in rovina la Motor City così ha fatto il Plaza: le spese di manutenzione erano troppo esorbitanti. Alla fine del 1960 l’albergo è diventato una casa a basso reddito per cittadini anziani ma l’edificio fu poi chiuso nel 1997 in seguito all’omicidio di uno dei residenti. L’ingresso principale e le finestre al piano terra sono state murate, i vetri sono stati rimossi. Presto gli interni sono diventati dimora dei vandali. Le autorità locali non possono raderlo al suolo perché è inserito nel registro nazionale dei luoghi storici. 

4) IL Ducor Palace è stato una splendida struttura a cinque stelle, considerato uno degli alloggi più lussuosi di tutta l’Africa. Situato in Liberia è stato vittima della guerra civile del 1980 tanto che i proprietari stessi lo hanno abbandonato. Presto, il Ducor Palace è caduto in rovina ed è diventato un rifugio per senzatetto. Da allora è completamente abbandonato a se stesso, i corridoi sono gremiti dall’immondizia, le mattonelle e l’intonaco resistono a fatica. Non c’è acqua corrente ma andando in giro per la proprietà si possono incontrare donne che fanno il bucato nell’acqua stagnante della piscina o bambini che giocano in mezzo ai ferri vecchi. 

3)Mentre nella cultura occidentale si sono diffusi misteriosi alberghi a ore, in oriente i love hotel sono noti a tutti. Come molti altri aspetti di quella cultura anche l’arredamento alberghiero è in netto contrasto con lo stile occidentale: spesso le stanze di love hotel sono arredate come lo studio di un dentista, la classe di una scuola, l’interno di una navicella spaziale. Oltre che il decadimento tipico di qualsiasi altro hotel, l’arredamento ormai logoro fa assomigliare quei luoghi alle case stregate delle giostre. Aggirandosi nei corridoi, non è difficile percepire lo squallore della prostituzione, di malattie o l’uso di droghe che hanno vissuto in quelle stanze. 

2)Chi mai costruirebbe un hotel in una delle zone più remote dell’Alaska? L’albergo Igloo deve il suo nome alla città dove fu costruito. La fabbricazione di questo edificio bizzarro di 4 piani ispirata ad un igloo vero e proprio iniziò nel 1970 ma non vide mai il termine. Nel corso degli anni, i proprietari che si sono susseguiti hanno utilizzato l’hotel Igloo come meta turistica o attrazione da strada. La sua ristrutturazione è sempre stata rimandata a causa delle forti spese. Per chiunque fosse interessato a visitare questo rudere, si può accedere tranquillamente perché le porte non hanno più lucchetti ma è rischioso in seguito alle frequenti visite di vandali e all’appropriazione delle vecchie stanze degli animali selvatici. 

1)Situato sulle colline della Cambogia, il Bokor Palace Hotel con casinò annesso fu costruito nei primi anni ’20 da coloni francesi. Il luogo era particolare e la costruzione non fu facile, circa 1.000 persone infatti persero la vita. Negli anni ’40 poi a causa delle invasioni dal Vietnam gli europei lasciarono la zona mentre negli anni ’90 è stata completamente abbandonata. Ora, il Bokor Hotel è un’attrazione turistica che attira molti per il vicino parco nazionale di Bokor ma soprattutto perché si pensa che sia ancora abitato da fantasmi: gli abitanti locali raccontano che l’edificio pullula con gli spiriti di coloro che hanno dato la vita per costruirlo. Un ranger del parco afferma che non entrerebbe nel vecchio hotel neanche di giorno: “Ogni volta che ci passiamo davanti, sentiamo i morti che camminano là dentro. Ormai l’albergo è pieno di fantasmi”. D’altro canto l’atmosfera inquietante del luogo è stata spesso sfruttata dal mondo del cinema. Non a caso, che ne dite?

Vi è piaciuto questo viaggio? Spero di sì! Alla prossima!

L’Hotel del Salto in Colombia: paesaggio idilliaco per una storia di mistero e morte

Per la nostra rubrica sui fantasmi nei castelli italiani oggi facciamo una tappa straordinaria fuori nazione, esattamente in Colombia. Perché proprio in Colombia? Perché è la patria dell’Hotel più infestato al mondo. Soffrite di acrofobia (paura dell’altezza) o di vertigini? Allora non è l’Hotel per voi. A prescindere da questo il posto vale il superamento di tale timore. 157 metri di altezza che vi faranno immediatamente rendere conto di come questo albergo sia noto con il nome di Hotel del Salto. Esso è famoso proprio per essere il luogo dei suicidi ma non solo. Tra quelle mura vivono gli spiriti delle anime che pretendono ancora giustizia invadendo tutta la struttura e facendosi sentire e vedere spesso dai curiosi e da quei turisti che fanno un giro da quelle parti in cerca di misteri e segreti che riguardano l’Hotel dalla sua fondazione ai giorni nostri. L’Hotel del Salto si trova in Colombia su una rocca sporgente che sovrasta la vallata di Tequendama, che deve il suo nome alle suggestive cascate che riversano le proprie acque sul fiume Bogotà. Da esso si può godere di un panorama meraviglioso in quanto si affaccia sull’intera zona che è circondata dalla natura e dalle acque che libere scorrono e sono da sempre là, come per osservare i terribili avvenimenti che hanno accompagnato la storia dell’Hotel e che oggi ancora si fanno vedere per svelarci ciò che non può essere manco immaginato. La sua costruzione è iniziata nel 1923 ed fu inaugurato nel 1924 (secondo altre fonti 1928). Grazie alla sua incredibile posizione l’Hotel, dopo poco tempo, diventò uno dei più famosi della Colombia. La sua ubicazione però ha un duplice effetto: un lato paradisiaco e un lato infernale. Infatti durante gli anni 40 del 20’ secolo il bar dell’Hotel diventò il luogo di ritrovo di alcolizzati di svariata estrazione sociale che, tra una bevuta e l’altra, si lasciavano scappare dalla bocca opinioni colorite che spesso sfociavano in risse furiose. La cronaca dell’epoca e gli archivi storici riferiscono che, a seguito di tali risse, alcuni uomini trovarono la morte cadendo giù dal precipizio che affaccia sul fiume Bogotà. Oltre a questa consuetudine si aggiunse un’altra strana moda: persone da tutto il mondo prendevano alloggio nell’Hotel per poi suicidarsi lanciandosi dalla propria stanza o dal tetto della struttura. Questo problema divenne molto sgradevole e i proprietari non riuscivano a trascorrere una vita serena sin dai primi anni della sua fondazione. L’attività dell’Hotel rimase positiva fino agli anni 90, quando dopo risse, apparizioni misteriose e suicidi multipli, decise di chiudere.


Gli abitanti della zona sono tutt’ora spaventati dagli strani accadimenti che avvengono tra quelle mura. Molti dei turisti infatti sono stati testimoni (o vittime, a seconda della propria opinione) di surreali visioni di fantasmi che si affacciano dalle finestre o dalle terrazze che sporgono verso la morte, protesi nel vuoto che spegne ogni vita. Purtroppo la struttura è stata lasciata a se stessa per molti anni e nessuno, all’infuori di impavidi cercatori di fantasmi, riuscì ad entrare in quell’Hotel da paura, da brivido, dove le terrazze grandi che si affacciano sul fiume erano il via per pazzeschi salti nella morte. Le anime di tali persone sono ancora lì che, se si guarda per un attimo nel vuoto (roba da far venire il panico al più forte di cuore) osservano per sempre il posto dove sono finiti. Recentemente è stato ristrutturato e trasformato in un museo. Ci sono diverse testimonianze di turisti che, visitando l’Hotel attraverso le loro telecamere, hanno ripreso strani movimenti circondare l’edificio, come se qualcosa o qualcuno di innominato si muova osservando le persone che da lontano guardano lo spazio dove si muore. Quanti segreti sono nascosti all’interno dell’Hotel? Cosa spinse e spinge tutt’oggi gli uomini ad andare in quel posto per ammazzarsi? L’albergo nel suo interno ricorda la ricchezza degli ospiti che lo abitarono ma allo stesso momento le strane presenze che ne fanno parte in cerca di aiuto che rimarrà inascoltato all’infinito, rendono tutto triste e lugubre. I soffitti alti, le enormi stanze, le decorazioni lussuose sono solo il contorno di ciò che si avverte nell’aria, un vento freddo, un richiamo, una voce che si disperde nelle acque del fiume Bogotà che fa da unico spettatore delle più nascoste e macabre vicende che rendono il posto un luogo di morte, terrore & sofferenza. Tutt’oggi molte persone cercano la morte nel fantastico getto dell’Hotel, il loro sangue sporca il fiume, lo stesso fiume che guarda verso l’alto la sofferenza o il richiamo pieno di mistero che li spinge a morire. Ogni morte che si aggiunge alla già lunga lista aumenta il numero di strane visioni. IL mondo non saprà mai dire il perché di questi strani fenomeni paranormali: non essendo di questo mondo sono accadimenti inspiegabili. Tutto ciò non vi spinge a fare visita a questo affascinante Hotel?

Il castello di Landriano e il fantasma di Janet

IL castello di cui vi parlerò oggi si trova a Landriano, un paesino della bassa padana, a metà strada tra Pavia, Lodi e Milano. Landriano è un piccolo paese, dall’apparenza anonima, se non celasse una leggenda all’interno del suo castello: la presenza di un fantasma di nome Janet. Già il nome la dice lunga sul presunto fantasma. Le prime notizie del maniero si possono far risalire all’anno 1000 e precisamente al 1037. Questa notizia riguarda la sua prima distruzione da parte dell’imperatore Corrado il Salico che era in lotta contro i milanesi. Il castello passò da residenza fortificata a palazzo signorile quando finì nelle mani dei Landriani, intorno all’XI secolo. Il castello è circondato da un fossato, le cui acque provengono dal fiume Lambro. Inoltre il castello è attualmente inaccessibile, purtroppo, in quanto è proprietà privata è vietata al pubblico. La nebbia che spesso avvolge le sue mura lo rendono ancora più suggestivo: fissando le finestre buie che lo caratterizzano come un inquietante grande fratello scrutativo, è quasi impossibile non pensare alla leggenda di Janet. Lady Janet sembra più il nome di una nobildonna inglese più che di una donna del luogo. Ma è la stessa “Janet” (o il suo fantasma) a dire di chiamarsi così a chi ha la fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di vista) di incontrarla.

La leggenda narra che Janet era una strega, bruciata in un rogo nella piazza antistante il castello, la medesima che attualmente è adibita a giardinetto per bambini. Le leggende però sappiamo hanno pur sempre un fondo di verità. Janet sarebbe in realtà una nobildonna locale, Giannetta Landriani, ammazzata con l’accusa di stregoneria nel XVI secolo. Fu il generale Lautrec, durante la sua occupazione, che ordinò l’uccisione di tutte le streghe in Lombardia. C’è invece chi sostiene un’altra versione. Giannetta era semplicemente una “herbaria” (un’odierna erborista), nome col quale al tempo venivano chiamate le donne che erano molto esperte e brave nell’arte dei medicamenti naturali e delle cure fitoterapiche. Infatti Giannetta, in dialetto pavese, si pronuncia Giànét: da qui il nome Janet. La storia narra che, se ci si avvicina al castello, è possibile imbattersi nel fantasma di Janet: un dolce canto ne preannuncia il suo arrivo o comparsa. Essa pronuncerebbe antiche parole medievali che farebbero rivivere la sofferenza della sua morte. Le numerosi apparizioni della donna e la forza di esse si dice che siano dovute alla posizione particolare in cui è ubicato il castello: una sorta di isolotto in mezzo al fiume Lambro. Si pensa che le correnti magnetiche del fiume siano in grado di infondere energia al fantasma della stessa Janet permettendogli l’apparizione frequente.

Purtroppo il castello di Landriano è rimasto per parecchi anni inagibile: solo da poco è stato provveduto alla sua ristrutturazione. Ed è per questo che è impossibile fare indagini all’interno dello stesso ma ci si può avvicinare al cancello d’ingresso sperando in un’apparizione di Giannetta. Janet si materializzerebbe ogni qual volta qualche d’uno si avvicini alla proprietà. A volte si scorge solo il suo viso, altre volte una figura luminosa. Solitamente il suo spirito sarebbe innocuo anche se raramente è accaduto che abbia mostrato il suo lato più tetro ed aggressivo, capace di ipnotizzare o far cadere in una sorta di trance tutti quelli che si sono avvicinati un po’ troppo al castello. La poveretta vaga nel suo castello perché è all’eterna ricerca di pace che non riesce a trovare altrove. Se passate da queste parti, anche se non potete entrare, cacciate un occhio all’entrata: chissà che Janet non decida di manifestarsi!

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